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Industria 4.0. Tutte le nuove agevolazioni

scritto September 02 2021

Entrato a far parte del linguaggio comune il termine Industria 4.0 rappresenta oggi un processo di trasformazione industriale, riconosciuta come la quarta rivoluzione industriale, che ha come principio cardine l’integrazione tra macchine, persone e materiali.


Il termine Industria 4.0 fece la sua comparsa nel 2011 in Germania, durante la Fiera di Hannover, come ipotesi di progetto da cui partì un gruppo di lavoro che l’anno successivo presentò al governo tedesco una serie di raccomandazioni per l'implementazione del Piano Industria 4.0. L’8 aprile 2013, sempre alla Fiera di Hannover, venne diffuso il report finale con una previsione degli investimenti necessari su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali.


Questo modello venne poi copiato anche dagli altri paesi europei e divenne fonte di ispirazione per diversi piani nazionali che prevedono incentivi e agevolazioni. In Italia si è iniziato a parlare di Industria 4.0 nel 2016, quando il Ministero dello Sviluppo Economico presentò il Piano Nazionale Industria 4.0 - 2017-2020 che prevedeva un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e la competitività.


La legge di bilancio 2021 (Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, art. 1, commi dal 1051 al 1067) ha rinnovato gli incentivi di Transizione 4.0 per l'acquisto di beni strumentali interconnessi o non (ex superammortamento) da parte delle imprese, mantenendo la tipologia di modalità di godimento dell'agevolazione 2020, ovvero il credito di imposta.


Transizione 4.0 2021 in pratica sostituisce "Industria 4.0” e, come detto precedentemente, dal 2020 non si parla più di iperammortamento bensì di credito di imposta, un’agevolazione fiscale, o meglio, un credito che, un contribuente (persona fisica o impresa), vanta nei confronti dello Stato italiano e che può essere utilizzato per ridurre le imposte a debito (stando alle disposizioni normative, esso può essere utilizzato per compensare qualsiasi imposta).


Il cambio del meccanismo agevolativo non ha però modificato quello che riguarda la parte tecnica, che resta immutata.


Esistono dei requisiti tecnici obbligatori che riguardano l’interconnessione e l’integrazione automatizzata, ma anche le modalità di applicazione dei benefici per quelle tipologie di beni strumentali non specificati. Per mantenere il beneficio il requisito dell’interconnessione, come ribadito dalla circolare n. 177355, “dovrà essere presente anche nei periodi d’imposta successivi a quello in cui il bene viene interconnesso”.


Affinché tale requisito possa considerarsi soddisfatto è necessaria l’identificazione univoca del bene strumentale, che dev’essere in grado di scambiare informazioni, attraverso un collegamento bidirezionale basato su specifiche documentate e protocolli standard internazionalmente riconosciuti (come ad esempio gli indirizzi IP) con sistemi gestionali, o di pianificazione, di progettazione, monitoraggio o altro.


Con l’arrivo della pandemia e la rincorsa ai fondi europei attraverso il Recovery Plan, i fondi messi a disposizione del Governo Draghi per il nuovo Piano Transizione 4.0 ammontano complessivamente a oltre 24 miliardi di euro.


Di seguito le principali novità per gli incentivi 4.0 previsti dalla Manovra 2021.


Nuova durata delle misure




  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;




  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;




  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).




Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno




  • Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;




  • È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;




  • Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.




Il credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 è riconosciuto:




  • per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: nella misura del 50% del costo nel 2021 e nella misura del 40% nel 2022;




  • per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: nella misura del 30% del costo nel 2021 e nella misura del 20% nel 2022;




  • per gli investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro (nuova soglia): nella misura del 10% del costo nel 2021 e 2022.




Le principali modifiche del credito d'imposta per beni strumentali immateriali 4.0 riguardano:




  • l'aliquota che sale dal 15% al 20%;




  • la soglia degli investimenti ammissibili, che aumenta da 700mila euro a un milione di euro.




Il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design, con aliquote e massimali che salgono:




  • per ricerca e sviluppo, nella misura del 20% (prima era il 12%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 4 milioni di euro, non più 3 milioni;




  • per l'innovazione tecnologica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni;




  • per design e ideazione estetica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni;




  • per l'innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nella misura del 15% (prima era il 10%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni.




Credito d’imposta formazione 4.0




  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;




  • È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).




Il Recovery plan prevede anche altri interventi tra cui:




  • la sperimentazione di un modello di riqualificazione manageriale, focalizzato sulle PMI;




  • l’upskilling digitale per i lavoratori in cassa integrazione, con programmi di training ad hoc, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.




Per avere maggiori informazioni potete andare sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, dove è possibile scaricare le slide del Nuovo Piano Nazionale Transazione 4.0, oppure rivolgervi a professionisti del settore, come lo Studio Commercialista Ruggieri, che risponderanno a tutte le vostre domande sugli Incentivi e le agevolazioni Industria 4.0.

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