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Piegatura

In editoria, la lavorazione di piegatura consente di ottimizzare i tempi e i consumi di produzione poiché grazie ad essa è possibile ottenere segnature, ossia sequenze ordinate di pagine stampate in un unico ciclo tipografico. Le segnature possono essere di due tipi: a base quattro (quartini, ottavi, sedicesimi, trentaduesimi) e a base tre (sestini, dodicesimi, ventiquattresimi).

piegatura a quartino

Piegatura a quartino: è una segnatura costituita da quattro facciate ottenute piegando un foglio (più grande) una volta.


piegatura a sestino

Piegatura a sestino: segnatura costituita da sei facciate ottenuta piegando un foglio (più grande) due volte.


piegatura a ottavo

Piegatura a ottavo: segnatura costituita da otto facciate ottenuta piegando un foglio (più grande) due volte.


piegatura a dodicesimo

Piegatura a dodicesimo: segnatura costituita da dodici facciate ottenuta piegando un foglio per tre volte.


piegatura a sedicesimo

Piegatura a sedicesimo: è una segnatura costituita da sedici facciate ottenuta piegando un foglio (più grande) tre volte.


piegatura a ventiquattresimo

Piegatura a ventiquattresimo: è una segnatura costituita da ventiquattro facciate ottenuta piegando un foglio per quattro volte.


piegatura a trentaduesimo

Piegatura a trentaduesimo: è una segnatura costituita da trentadue facciate ottenuta piegando un foglio (più grande) quattro volte.

Questa pagina fa parte del glossario dei termini di Gerp, il sistema gestionale dedicato all'industria del packaging. Per maggiori informazioni puoi scriverci o consultare le aree dedicate di questo sito.

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